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Micerino
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Menkaura (fl. XXVI secolo a.C.) è stato un sovrano egizio della IV dinastia, meglio conosciuto con il nome ellenizzato di Micerino (Mykerinos), in Erodoto, e Menkheres, in Manetone. Talvolta il nome può comparire anche come Micherinocite-ref-8[8].
Secondo lo mwkwstorico mwlaellenistico Manetone, sarebbe stato il successore del mwlqfaraone mwlgBikheris (mwlwBaka), mentre le evidenze mwmaarcheologiche permettono di stabilire che fu l'immediato successore di mwmqChefren, suo padre. Micerino è famoso per la sua tomba, la mwmgPiramide di Micerino, a mwmwGiza, e per la triadi statuarie che lo raffigurano affiancato da mwnadivinità o dalle consorti mwnqKhamerernebti II e mwngRakhetracite-ref-3-9-0[9].
Contents
• Famiglia
• Regno
• Erodoto
• Note
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Biografia
Famiglia
Micerino è figlio del mwsafaraone mwsqChefren ed è nipote di mwsgCheope. Un coltello di mwswselce rinvenuto nel tempio funerario di Micerino menziona mwtaKhamerernebti I con il titolo di mwtqMadre del Re (nello specifico, di Micerino): tale ritrovamento ha suggerito che Chefren e la sua regina fossero genitori di Micerino. Sono note due mogli di Micerino:
• la regina mwuaKhamerernebti II, figlia di Khamerernebti I e madre di un figlio del re chiamato Khuenra. la posizione della tomba del principe Khuenra mostra che fu figlio di Micerino, facendo così di sua madre una moglie del recite-ref-0-10-0[10]cite-ref-4-11-0[11].
Non si ha traccia di molti figli di Micerino:
• Khuenra era figlio della regina Khamerernebti II. Non successe a Micerino, pur essendone il figlio più anziano: onore che spettò al principe mwywShepseskaf, un figlio minore del faraonecite-ref-12[12].
• mwaqShepseskaf fu il successore di Micerino e molto probabilmente suo figlio.
• Sekhemra, noto grazie a una statua.
• Erodoto menziona una figlia morta in giovane età. Sarebbe stata inumata in un ambiente finemente decorato nel grande palazzo di mwbaSais, all'interno di un sarcofago zoomorfo, in legno rivestito d'mwbqoro e decorazioni purpuree, a forma di vacca o toro inginocchiato, con il mwbgdisco solare fra le cornacite-ref-1-13-0[13].
La corte reale includeva anche numerosi fratelli e fratellastri di Micerino. Nebemakhet, Duaenra, Nikaura e mwewIunmin, fratelli del sovrano, ricoprirono l'incarico di mwfavisircite-ref-15[15]. Sekhemkara potrebbe essere stato molto giovane: divenne visir dopo la morte di Micerinocite-ref-5-16-0[16].
Regno
La durata del regno di Micerino è incerta. Lo storico mwkqtolemaico Manetone gli attribuì 63, non credibili, anni di regno: sicuramente un'esagerazione. Il mwkgPapiro dei Re, o mwkwCanone reale, conservato al mwlaMuseo egizio di Torino, è danneggiato proprio nel punto su cui dovrebbe comparire il computo degli anni; è stata effettuata la seguente ricostruzione: mwlq..?.. + 8 anni di regno. Di conseguenza, gli mwlgegittologi ritengono che vi fossero indicati 18 anni di regno - tesi generalmente accettata. La datazione più alta per Micerino, ossia il graffito di un artigiano contemporaneo, è il suo undicesimo censimento del bestiame (biennale, di regola, fin dai tempi di mwlwSnefru), alcuni studiosi sono propensi ad attribuirgli un regno di circa 22 annicite-ref-2-17-0[17] o, tenendo conto di alcune irregolarità nello svolgimento dei censimenti del bestiame e stando alla ricostruzione del mwnaCanone, 18 annicite-ref-2-17-1[17].
Il complesso sepolcrale di Micerino si trova a mwogGiza; la mwowpiramide, detta mwpaMenkaura è divino, più piccola di quella dei suoi predecessori, rimase incompleta nel rivestimento, che avrebbe dovuto essere interamente di granito rosso di mwpqAssuan; inoltre i mattoni grezzi impiegati in gran parte del corridoio sopraelevato e del tempio funerario indicano una probabile morte prematura del titolarecite-ref-18[18]. Non si sa nulla, comunque, delle circostanze della morte di Micerino.
Complesso piramidale di Micerino
La piramide di Micerino a mwvaGiza era chiamata mwvqNetjer-er-Menkaura, che significa mwvgMenkaura è Divino. È la più piccola delle tre piramidi di Giza, e accanto ad essa si trovano tre piramidi minori, o sussidiarie. Queste piramidi sono classificate rispettivamente G-IIIa (piramide sussidiaria orientale), G-IIIb (piramide sussidiaria di mezzo) e G-IIIc (piramide sussidiaria occidentale). Nella cappella associata alla G-IIIa fu rinvenuta la scultura di una regina. Sembra verosimile che tali sepolcri siano stati concepiti per le regine consorti di mwvwChefren. mwwaKhamerernebti II fu forse sepolta in una di queste piccole piramidicite-ref-4-11-1[11]cite-ref-5-16-1[16].
Il tempio a valle e le sue statue
Il tempio funerario a valle era un edificio costruito principalmente in mattoni e accresciuto sotto la mwywV e mwzaVI dinastia. Da questo tempio provengono le famose statue di Micerino che lo affiancano alla moglie o a varie divinitàcite-ref-3-9-1[9]. Una lista parziale includecite-ref-5-16-2[16]:
• triade raffigurante Micerino, Hathor come mw5aSignora del Sicomoro e la deificazione del nomo di mw5qTebe, stanti, in grovacca, al mw5gMuseo egizio del Cairo (Ent. 40678)cite-ref-21[21].
• triade raffigurante Micerino, Hathor come mw7aSignora del Sicomoro e la dea mw7qAnput, stanti, in grovacca, al mw7gMuseo egizio del Cairo (Ent. 40679)cite-ref-22[22].
• triade raffigurante Micerino, Hathor come mw9aSignora del Sicomoro e la dea mw9qBat, stanti, in grovacca, al mw9gMuseo egizio del Cairo (Ent. 46499)cite-ref-23[23].
• Statua doppia di Micerino e della regina Khamerernebti II, stanti, in grovacca, priva di iscrizioni, al Museum of Fine Arts di Boston (11.1738)cite-ref-24[24].
Sarcofago
Nel mwarm1837, l'ufficiale mwarqinglese mwaruRichard William Howard Vyse e l'ingegnere mwaryJohn Shae Perring diedero l'avvio a scavi all'interno della piramide di Micerino. Nella principale camera sepolcrale della piramide rinvennero un grande mwarcsarcofago in mwargbasalto, lungo 2 metri e 44 centimetri, largo 91 centimetri e profondo 89 centimetri. Sul sarcofago erano del tutto assenti iscrizioni in mwarkgeroglifici; era però decorato in modo da assomigliare alla facciata di un palazzo. Furono inoltre scoperti i resti di un sarcofago antropoide in legno recante il mwarocartiglio di Micerino e uno mwarsscheletro parziale, avvolto in una stoffa di bassa qualità. Il sarcofago fu asportato dalla piramide e imbarcato per mwarwLondra, destinato al mwar0British Museum, ma la nave mercantile mwar4Beatrice affondò dopo essere salpata da mwar8Malta il 13 ottobre mwasa1838. Gli altri materiali furono spediti con un'altra nave e si trovano nel museo britannico; il feretro ligneo in esposizione permanentecite-ref-25[25].
Oggi si ritiene comunemente che il feretro in legno fosse una sostituzione fabbricata durante il periodo detto mwasysaitico, coincidente con la mwascXXVI dinastia (mwasg672 a.C. - mwask525 a.C.), oltre due mwasomillenni dopo la morte di Micerino. Le datazioni al mwassradiocarbonio hanno permesso di stabilire che le ossa rinvenute al suo interno appartengono a un'epoca ancora più tarda, e cioè al primi secoli dopo Cristo (mwaswperiodo copto)cite-ref-26[26].
Leggende e testimonianze tarde
Erodoto
L'antico scrittore mwatqgreco mwatuErodoto, vissuto due mwatymillenni dopo Micerino, scrisse nelle sue mwatcmwatgStorie (libro II) che Micerino fu figlio di mwatkCheope (versione grecizzata del nome originale mwatoKhufu) e che alleviò le sofferenze inflitte dal padre - che una leggenda descriveva come un malvagio despota - alla popolazione egizia. Lo scrittore greco aggiunge che Micerino ebbe a patire molte sventure: la sua unica figlia, la cui salma sarebbe stata inumata in un mwatstoro di legno rivestito d'mwatworo, morì prima di lui; Erodoto scrive di aver visto tale sarcofago tauriforme a mwat0Saiscite-ref-1-13-1[13]. Inoltre, narra Erodoto, l'mwauioracolo di mwaumButo avrebbe predetto al faraone che gli sarebbero rimasti solo sei anni di regno. Il racconto spiega come riuscì a ingannare la profezia grazie a una astuzia:
«Micerino, ascoltato il responso, poiché ormai contro di lui era stata pronunciata questa sentenza, si fece fabbricare molte lucerne: ogni volta che veniva la notte, dopo averle accese, beveva e godeva, non smettendo né di giorno né di notte: vagava per le paludi e per i boschi, e là dove sentiva dire che c'erano i luoghi più piacevoli e più belli. Aveva escogitato tutto ciò volendo dimostrare che l'oracolo era falso: per avere dodici anni invece di sei, essendo trasformate le notti in giorni.»
(Erodoto, Storie II, 133cite-ref-27[27])
L'affidabilità di Erodoto nelle pagine che riguardano l'Egitto è spesso criticata; l'mwauoegittologia tende a ritenerlo disinformato e fantasioso, giudizio peraltro avvalorato dalle evidenze archeologichecite-ref-28[28]cite-ref-29[29].
Liste reali
Titolatura
Il nome Horo compare anche nella variante:
Datazioni alternative
| Autore | Anni di regno |
|---|---|
| von Beckerath | 2514 a.C. - 2486 a.C. [ 30 ] |
| Dodson | 2493 a.C. - 2475 a.C. [ 31 ] |
| Malek | 2488 a.C.- 2460 a.C. [ 32 ] |
Note
cite-note-11. P. Kaplony Die Rollsiegel des Alten Reiches, Band II 1981, Tafel 35
cite-note-22. Avrebbe regnato per 18 o 22 anni a partire dal 2530 a.C. Thomas Schneider: Lexikon der Pharaonen. Albatros, Düsseldorf 2002, ISBN 3-491-96053-3. pp.163-44.
cite-note-33. Thomas Schneider: Lexikon der Pharaonen. Albatros, Düsseldorf 2002, ISBN 3-491-96053-3. pp.163-44.
cite-note-ref-a-44. Grajetzki, Ancient Egyptian Queens: A Hieroglyphic Dictionary, Golden House Publications, London, 2005, p13-14 ISBN 978-0-9547218-9-3
cite-note-55. Tyldesley, Joyce. Chronicle of the Queens of Egypt. Thames & Hudson. 2006. ISBN 0-500-05145-3
cite-note-66. Hassan, Selim: Excavations at Gîza IV. 1932–1933. Cairo: Government Press, Bulâq, 1930. pp 18-62
cite-note-77. Erodoto, Storie II, 129-133, trad. L. Annibaletto, Mondadori, Milano 2013. ISBN 978-88-04-31692-3 p.230-2
cite-note-88. ↑ mwalsFabio Beccaria, mwalwLe antiche civiltà del Vicino Oriente, Universale Eurodes, 1979, p.mwal0 174.
cite-note-3-99. ↑ Alan Gardiner, La civiltà egizia, Einaudi, Milano, 1989. p.80.
cite-note-0-1010. ↑ Grajetzki, Ancient Egyptian Queens: A Hieroglyphic Dictionary, Golden House Publications, London, 2005. ISBN 978-0-9547218-9-3. pp.13-4.
cite-note-4-1111. ↑ Tyldesley, Joyce. Chronicle of the Queens of Egypt. Thames & Hudson. 2006. ISBN 0-500-05145-3.
cite-note-1212. ↑ Peter Clayton, Chronicle of the Pharaohs, Thames & Hudson Ltd, (1994), pp.57-8.
cite-note-1-1313. ↑ Erodoto, Storie II, 130, trad. L. Annibaletto, Mondadori, Milano 2013. ISBN 978-88-04-31692-3. p.230.
cite-note-1414. ↑ Hassan, Selim: Excavations at Gîza IV. 1932–1933. Cairo: Government Press, Bulâq, 1930. pp 18-62.
cite-note-1515. ↑ Dodson, Aidan e Hilton, Dyan. The Complete Royal Families of Ancient Egypt. Thames & Hudson. 2004. ISBN 0-500-05128-3. p.58.
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cite-note-308. Chronologie des Pharaonischen Ägypten (Chronology of the Egyptian Pharaohs), Mainz am Rhein: Verlag Philipp von Zabern. (1997)
cite-note-319. op. citata
cite-note-3210. (con John Baines), Atlante dell'antico Egitto, ed. italiana a cura di Alessandro Roccati, Istituto geografico De Agostini, 1980 (ed. orig.: Atlas of Ancient Egypt, Facts on File, 1980)
Bibliografia
• Cimmino, Franco - Dizionario delle dinastie faraoniche - Bompiani, Milano 2003 - ISBN 88-452-5531-X
• mwauiGardiner, Alan - La civiltà egizia - Oxford University Press 1961 (Einaudi, Torino 1997) - ISBN 88-06-13913-4
• Smith, W.S. - Il Regno Antico in Egitto e l'inizio del Primo Periodo Intermedio - Storia antica del Medio Oriente 1,3 parte seconda - Cambridge University 1971 (Il Saggiatore, Milano 1972)
• Wilson, John A. - Egitto - I Propilei volume I -Monaco di Baviera 1961 (Arnoldo Mondadori, Milano 1967)
• Grimal, Nicolas - Storia dell'antico Egitto - Editori Laterza, Bari 2008 - ISBN 978-88-420-5651-5
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Micerino
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaMicerino, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Menkaure, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwavq(EN) mwavuhttp://www.digitalegypt.ucl.ac.uk//Welcome.html
• mwavc(EN) mwavghttp://www.ancient-egypt.org/index.html
• mwavo(DE) mwavshttp://www.eglyphica.de